Nel rispetto dell'ambiente

Smaltimento rifiuti sanitari e ospedalieri

Smaltimento rifiuti sanitari

Cosa si intende per rifiuto sanitario? Il DPR n. 254 del luglio 2003 ha definito i rifiuti sanitari tutti i rifiuti derivanti da strutture che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e ricerca: sia esse strutture pubbliche che private.

Il suddetto Decreto integrato agli ulteriori D. Lgs 22/97 e D.Lgs 152/06, pone le basi per la corretta definizione e gestione dei rifiuti di origine sanitaria. Dall'attribuzione dei codici CER, alla raccolta in discarica o all'incenerimento, tutti i rifiuti sanitari devono essere trattati in modo adeguato onde evitare contaminazioni ambientali o dispersione di rischio infettivo per la popolazione.

Nel grande raggruppamento dei rifiuti sanitari si può fare una distinzione tra:

  • Rifiuti sanitari NON pericolosi
  • Rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti URBANI
  • Rifiuti sanitari PERICOLOSI NON a rischio infettivo
  • Rifiuti sanitari PERICOLOSI a rischio infettivo
  • Rifiuti sanitari che richiedono particolari sistemi di smaltimento

Possono essere assimilati ai rifiuti sanitari anche i rifiuti non propriamente ad uso medico, come i rifiuti prodotti in cimitero a seguito di esumazioni o estumulazioni, o anche i prodotti al di fuori delle strutture sanitarie che sono rifiuti pericolosi con rischio infettivo; naturalmente gli assorbenti igienici non rientrano nella disamina.

Come vanno gestiti i Rifiuti Sanitari e ospedalieri?

Vediamo nello specifico come avviene lo smaltimento per ogni rifiuto sanitario prodotto.

Smaltimento Rifiuti Sanitari Non Pericolosi

Fanno parte dei rifiuti sanitari non pericolosi i farmaci scaduti che non hanno caratteristiche di pericolosità. Questi vengono classificati con il codice CER 180105. Anche le parti anatomiche (le protesi), le sacche per il plasma o le sostanze per conservare il sangue sono definite non pericolose e codificate con il CER 180102.

Infine i materiali metallici, il vetro dei farmaci, le soluzioni prive di deflussori, i gessi e gli aghi sono anch'essi definiti rifiuti sanitari non pericolosi e riconoscibili dal CER 180104; CER 180101 si riferisce per gli oggetti da taglio non pericolosi dal punto di vista infettivo.

Tutti questi prodotti vanno gestiti nello stesso modo dei rifiuti non pericolosi.

Smaltimento Rifiuti Sanitari Assimilati ai Rifiuti Urbani

Se non presentano indice di infezione o caratteristiche di pericolosità possono essere trattati come nello stesso modo dei rifiuti urbani (raccolta differenziata ).

Stiamo parlando degli imballaggi dei medicinali (vetro, carta, cartone, metalli etc.), le bende, gli indumenti e le lenzuola dei degenti (se non affetti da malattie infettive), la spazzatura e i rifiuti di giardinaggio provenienti da strutture sanitarie, i rifiuti provenienti dalla preparazione o dalla somministrazione di pasti serviti ai degenti (ovviamente non quelli provenienti dai reparti di malattie infettive).

Smaltimento Rifiuti Sanitari Pericolosi Non A Rischio Infettivo

Stiamo parlando dei prodotti in ambito sanitario che presentano almeno uno di questi pericoli:

  • Tossico
  • Infiammabile
  • Nocivo
  • Irritante

Per fare qualche esempio, parliamo di: sostanze chimiche di scarto pericolose e contenenti sostanze pericolose (CER 180106), rifiuti da amalgama provenienti da interventi odontoiatrici (CER 180110), olii minerali o sintetici (CER 130101, 130109, 130110, 130111, 130112, 130113), batterie al piombo o al nichel (CER 160601, 160602), batterie contenenti mercurio (CER 160603).

Da arginare è solo il rischio chimico e non infettivo, perciò tali rifiuti devono essere etichettati, raccolti in contenitori adatti con chiusura "a tenuta", non trattati o diluiti, ma posizionati lontani da fonti di calore, in zone areate e vicino le uscite di emergenza in attesa di essere prelevati dalla ditta di smaltimento.

Rifiuti Sanitari Pericolosi A Rischio Infettivo

Si tratta di tutti i rifiuti che provengono da ambienti di isolamento infettivo o sono venuti in contatto con qualche liquido proveniente dai pazienti ricovarti in tali reparti. Fanno parte dei rifiuti sanitari a rischio infettivo anche il sangue, feci, urine, secrezioni vaginali, liquido seminale, liquido sinovale, liquido amniotico etc.

Sono rifiuti infetti anche quelli provenienti da studi veterinari contaminati da agenti patogeni per l'uomo e per gli animali.

Questi rifiuti vengono riconosciuti con il CER 180103 e 180202. Tali rifiuti devono essere smaltiti tramite termodistruzione o sterilizzazione presso impianti autorizzati in modo da abbattere la carica microbica al di sotto dei livelli garantiti (10-6, S.A.L. Sterility Assurance Level).

Per garantire il deposito, la raccolta ed il trasporto sicuro le strutture sanitarie devono gestire i rifiuti a rischio infettivo tramite appositi imballaggi riportanti il simbolo del rischio biologico e l'etichettatura Rifiuti Sanitari Pericolosi a Rischio Infettivo o Rifiuti Pericolosi a Rischio Infettivo taglienti o Pungenti.

Perché i farmaci scaduti non devono essere gettati nella spazzatura?

I farmaci sono dei prodotti chimici contenti una carica pericolosa: il principio attivo. Il medicinale presente ma scaduto se gettato nell'immondizia domestica può dar luogo ad esalazioni tossiche. La presenza di antibiotici favorisce la nascita di ceppi di microbi e virus molto pericolosi.

È per questo motivo che i farmaci a fine vita devono essere gettati negli appositi contenitori per i farmaci a fine vita presenti fuori le farmacie o nelle discariche in cui vengono termodistrutti in modo da non essere più nocivi.

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